EDUCARE ALL' EMOZIONE.

24.04.2020

Rallentare per tornare a comprendere.

Le emozioni degli esseri umani sono sempre state qualcosa di complesso, sia da studiare che da comprendere a pieno.

Nell'ambito della Psicologia le emozioni sono state un territorio poco esplorato per molto tempo. Quel senso di caos, di "montagne russe", di vortice incontrollabile che viene generato ha spesso portato gli studiosi a spostare la loro attenzione e le loro ricerche su altre componenti cognitive dell'essere umano. Ne sono un esempio i percorsi di ricerca di S. Freud ma non solo, anche quelli di J. Piaget, definito da molti come lo psicologo evolutivo più importante del XX secolo, il quale non dedica spazio a ricerche e studi sulle emozioni.

Discorso diverso è invece per la poesia e più in generale per la narrativa. In questo ambito infatti le emozioni fanno da punto cardine di una notevole quantità di libri, storie, racconti. All' interno di questo mondo però, più che essere studiate ed analizzate, le emozioni vengono vissute ed esternate.

Tornando alle scienze umanistiche, solo negli ultimi decenni la Psicologia, la Pedagogia e la Sociologia hanno inserito la sfera emozionale dell'individuo al centro delle loro ricerche. Possiamo definire l'emozione come un fenomeno che ha una durata nel tempo e che si produce in relazione agli eventi esterni e/o interni alla persona, chiamati eventi emotigeni. Questi ultimi portano a modificazioni fisiologiche di diversa intensità, generano particolari e distinti quadri espressivi e portano l'essere umano a compiere determinate azioni.

Attraverso gli studi fatti possiamo inoltre notare come le emozioni si manifestino in maniera differente da soggetto a soggetto, a seconda che si parli di un bambino piuttosto che di un adulto, a seconda dell'età, della cultura di appartenenza, del sesso e così via.

Ad una emozione corrisponde sempre un cambiamento sia sul piano neurofisiologico che su quello comportamentale. Quando proviamo gioia il nostro corpo reagisce in maniera differente rispetto a quando siamo tristi. Ancora, quando siamo arrabbiati assumiamo comportamenti diversi da quando siamo felici. Le emozioni gestiscono le nostre interazioni quotidiane, incanalano gli incontri con gli altri individui e ne tracciano percorsi del tutto originali. 

S. Denham, psicologa dell'età evolutiva, ha studiato a fondo le emozioni, raccogliendo il materiale di diversi studiosi ed ha individuato tre principali categorie di abilità emozionali: l'espressione, la comprensione e la regolazione delle emozioni.

Queste abilità racchiudono al loro interno il concetto più ampio e, se vogliamo, più filosofico della capacità di vivere a pieno le diverse tipologie di emozioni che ciascun essere umano ha possibilità di provare nella sua vita. Che si parli di un bambino o di un adulto, ha poca importanza in questo senso; ciò che è rilevante è che ciascuno di noi capisca e conosca se stesso attraverso la sua capacità di emozionarsi. Prendere consapevolezza di come esprimiamo una emozione ci permette di essere più maturi emotivamente. Comprendere ciò che ci fa provare uno stato d'animo piuttosto che un altro ci permette di conoscere meglio noi stessi e di poter comprendere meglio l'altro, sviluppando così ciò che tendiamo a definire con la parola "empatia".

Oggi possiamo notare come questa conoscenza, questa consapevolezza emotiva, sia spesso lontana dalle persone. Viviamo in una società frenetica, dinamica a livelli esageratamente alti, in cui si passa da una situazione ad un'altra totalmente indifferente in un tempo rapidissimo. Siamo costantemente bombardati da avvenimenti, incontri, situazioni e confronti con altri esseri umani. Tutta questa frenesia di interazioni genera inevitabilmente in noi una elevata quantità stati d'animo. Ciò che diventa difficile non è tanto emozionarsi di per sé, ma bensì tutto il resto, ovvero quella serie di processi di consapevolezza e valorizzazione di una emozione.

In una frenesia tale si rischia  di perdere quindi la capacità di analisi e di elaborazione degli effetti che i diversi stati d'animo hanno su noi stessi e sugli altri. Ciò che rischiamo è dunque di passare da un'emozione all'altra in maniera nervosa, immediata e fulminea, senza permettere a noi stessi di fermarci e prenderci il giusto tempo per viverle dentro di noi. Forse dovremmo rallentare e tornare ad ascoltare di più; dovremmo tornare a ri-educarci, a ri-educare la nostra interiorità riguardo ciò che genera in noi una emozione. Non è solo importante provare un senso di gioia, tristezza, rabbia o felicità, ma bensì poterlo inoltre comprendere, valorizzare ed interiorizzare dentro di noi in maniera solida e consapevole.