I POBLEMI UNIVERSALI: PALLIATIVI DEI PROBLEMI PERSONALI.

10.05.2020

Con la parola " problema " si intende qualsiasi situazione, caso, fatto che, nell'ambito della vita pubblica o privata, presenti difficoltà, ostacoli, dubbi, inconvenienti più o meno gravi da affrontare e da risolvere.

La nostra vita, a prescindere dalle sue caratteristiche e dalle sue tipologie, che variano da individuo a individuo, è continuamente e costantemente accompagnata da molteplici difficoltà. Tutti noi ogni giorno, sia da piccoli che da adulti, incontriamo ostacoli e ci poniamo dei dubbi. Le nostre interazioni con gli altri, le nostre scelte in ambito lavorativo, i nostri hobby, la nostra personalità, sono tutti fattori che ci portano ad incontrare situazioni che possono diventare problematiche per noi stessi.

Naturalmente, vi sono problemi di un notevole spessore ed altri invece più leggeri. Vi sono problematiche che riguardano noi stessi in relazione ad altri, che nascono per mezzo di altre persone o che condividiamo con qualcuno. Altri ostacoli, invece, sono prettamente personali, propri della nostra unicità.

Un problema, in quanto tale, comporta una conseguente ricerca di soluzioni che vertano all'annullamento o alla risoluzione di tale ostacolo. Quando una situazione di difficoltà interessa più di una persona, può anche essere che la chiave per il superamento di tale condizione non provenga da noi stessi, bensì da altri, che come noi, si trovano in quella determinata circostanza. Anche nel momento in cui il problema sia nostro, soltanto nostro, può esser necessario l'aiuto di una figura di supporto, amicale, famigliare o professionali che sia, ma sicuramente lo sforzo che ci viene chiesto è fondamentale per il superamento del problema stesso.

Una situazione problematica non risolta, resta, in modo più o meno "rumoroso" nella nostra quotidianità. Sì, perchè un ostacolo non risolto ha comunque un impatto più o meno incisivo e duraturo nel tempo. Con questo non intendo dire che di fronte a qualcosa che non va non si possa "lasciar correre", ma intendo dire che dobbiamo esserne consapevoli; risolto o no, uno "scoglio", per il solo fatto di esser tale, provoca un effetto su di noi.

Possiamo distinguere i problemi, gli ostacoli, in due diverse macro-categorie: quelli collettivi, che riguardano un gruppo più o meno numeroso di persone e quelli personali, prettamente appartenenti alla nostra individualità. Sono due categorie ben differenti tra loro e interagiscono con le persone in maniera non uguale.

Sempre più spesso ci imbattiamo in problematiche intense e di rilievo che riguardano un alto numero di persone contemporanemante. Situazioni difficili a livello di "categoria", sociale, nazionale e globale dove ci troviamo coinvolti senza possibilità di evitarle. Di fronte a questi avvenimenti, ce ne interessiamo, ce ne preoccupiamo e cerchiamo di elaborare come possiamo, con gli strumenti personali che abbiamo, ciò che accade.

Sebbene spesso di fronte a queste casistiche non abbiamo noi in prima persona il "potere" o la responsabilità di risolvere tali avvenimenti, sappiamo che ci riguardano, che "toccano anche noi", quindi ce ne facciamo inveitabilmente carico emotivamente. Spesso il presentarsi di questi problemi collettivi e talvolta universali ci conduce in un percorso lontano e distante da quegli altri "nodi" difficili da sciogliere della nostra quotidianità. Non tanto per un discorso di importanza, non si tratta di una scelta consapevole in cui capiamo che un ostacolo più grande debba avere la precedenza rispetto ad un altro più piccolo. E' invece una sorta di scappatoia, di via di fuga.

Utilizzare, la maggior parte delle volte in modo quasi naturale ed automatico, un problema comunitario per allontanare le difficoltà proprie della nostra routine. Forse perchè se una cosa riguarda non soltano noi, ma bensì più persone, ci sentiamo meno soli, meno responsabili di dover trovare con le nostre uniche forze una soluzione. Inoltre, l'esser tutti "nella stessa situazione" genera un senso di solidarietà e di energia condivisa con altri individui. In aggiunta, poi, le conseguenze derivanti da tale problema spesso si ripercuotono su tutti coloro che ne sono coinvolti e questo porta ad una consapevolezza di rischio comune, di sofferenza o gioia condivisa.

Tutto questo, diciamocelo, un pò ci fa "comodo", ci serve, ci aiuta. Ci permette di respirare un pò! Sì, perchè spostare l'attenzione su "altro", nonostante sia anch'esso un ostacolo, permette a noi stessi di prendere le distanze da ciò che solitamente ci metteva in condizione di malessere. Quello che spesso in questa dinamica però dimentichiamo è il fatto che difficilmente la risoluzione di un problema collettivo risolve un problema personale, specialmente se quest'ultimo è di tutt'altra natura ed entità. Dobbiamo ricordarci che prima o poi torneremo a fare i conti con i nostri, "piccoli" o "grandi" che siano, problemi ancora non risolti.

Quindi, prendiamo fiato, stacchiamo un attimo l'attenzione dalla nostra quotidianità, lo possiamo fare, ma ricordiamoci che dovremo ancora occuparci in futuro degli ostacoli "minori", propriamente nostri, "intimi".

Un rubinetto che perde acqua, una porta che fatica a chiudersi in modo corretto, una questione con un amico non risolta, un luogo in cui è scomparso il sorriso e non lo si ritrova più, sono tutte situazioni e dettagli a cui dovremo far fronte. Perchè in caso contrario, anch'essi contribuiscono a riempire quel "calderone" di ostacoli non risolti, lasciati liberi di navigare nella nostra vita condizionandoci inevitabilmente.